Italcementi: siglato memorandum of understanding per parco eolico in Egitto
(Teleborsa) - Roma, 26 nov - Il Gruppo Italcementi, tramite la controllata Italgen, ha siglato a Il Cairo con il Ministero dell'Energia e dell'Elettricità un Memorandum of Understanding finalizzato alla possibile realizzazione di un importante parco eolico situato nel distretto di Gabal El Zeit sulle coste del Mar Rosso.
Il Memorandum - che è stato firmato alla presenza del Ministro egiziano per l'Energia e l'Elettricità Hassan Younes, del Consigliere delegato di Italcementi Carlo Pesenti, del Ministro italiano per il Commercio Internazionale Emma Bonino e dell'Ambasciatore italiano Claudio Pacifico - si inserisce nel piano di politica energetica varato dal Governo egiziano per sostenere gli investimenti stranieri destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili, in primo luogo quelle eolica e solare.
Italcementi, si legge in una nota, nell'ambito dei positivi rapporti di collaborazione fra Italia ed Egitto che hanno fatto del nostro Paese uno dei principali partner industriali e commerciali del Cairo, ha avviato da tempo una stretta e fattiva collaborazione con il Ministero dell'Elettricità e dell'Energia per identificare un piano di fattibilità di investimenti internazionali nel settore eolico, coerentemente con le linee del Piano di sviluppo del Governo egiziano che prevede entro il 2020 una quota di almeno il 20% di energia elettrica da fonte rinnovabile.
In base al Memorandum of Understanding, il Gruppo Italcementi valuterà un progetto per la possibile realizzazione a Gabal El Zeit di un parco eolico che, in base alle stime contenute negli studi di fattibilità che saranno completati entro la prima metà del 2008, potrà raggiungere in fasi successive i 400 MW di potenza installata, dando vita ad uno dei maggiori insediamenti eolici finora realizzati.
MEMORIA SUL CEMENTIFICIO INCENERITORE DI Calusco d'Adda la Pianura Padana resta la zona peggiore d'Europa insieme all'area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).
Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni
NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI :
Paderno d'Adda e Solza
.
HANNO FIRMATO :
Calusco d'Adda,
Cornate d'Adda,
Imbersago,
Medolago,
Parco Adda Nord,
Robbiate,
Verderio Inferiore,
Verderio Superiore,
Villa d'Adda,
Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia .
Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento .
http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html
Countdown alla ferrovia
il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .
Tuesday, November 27, 2007
Friday, November 23, 2007
Italcementi ospita i guru dello sviluppo sostenibile
Italcementi ospita i guru dello sviluppo sostenibile
di Redazione (redazione@vita.it)
22/11/2007
Un summit a Bergamo il prmo dicembre. Interverranno Al Gore, Joseph Stiglitz, Tito Boeri, Taotao Chen
Attenzione ai cambiamenti climatici, energia e rispetto ambientale, tutela dei diritti umani e delle diversità nel quadro di una cultura della sostenibilità: questi temi negli ultimi anni hanno assunto una crescente rilevanza etica e strategica per i grandi gruppi industriali. Scelte che coinvolgono attivamente istituzioni sovranazionali e organismi sociali ed economici di tutto il mondo e come tali devono essere affrontate e condivise a livello globale.
Quali esperienze i paesi industrializzati possono trasferire ai paesi emergenti perchè lo Sviluppo Sostenibile sia coerente con il loro processo di crescita economica invocata dalle forze sociali delle periferie del mondo? A questi interrogativi vuole rispondere il convegno annuale della Fondazione Italcementi intitolata al cav Carlo Pesenti.
1 dicembre 2007 - ore 10.00 Bergamo, Centro Congressi, Viale Papa Giovanni XXIII, 124
Interverrano Giovanni Giavazzi (presidente Fondazione Italcementi), il premio Nobel Al Gore (in video), l'economista Joseph Stiglitz, Taotao Chen (Centre for China in the world economy) . Tito Boeri, Carlo Pesenti.
di Redazione (redazione@vita.it)
22/11/2007
Un summit a Bergamo il prmo dicembre. Interverranno Al Gore, Joseph Stiglitz, Tito Boeri, Taotao Chen
Attenzione ai cambiamenti climatici, energia e rispetto ambientale, tutela dei diritti umani e delle diversità nel quadro di una cultura della sostenibilità: questi temi negli ultimi anni hanno assunto una crescente rilevanza etica e strategica per i grandi gruppi industriali. Scelte che coinvolgono attivamente istituzioni sovranazionali e organismi sociali ed economici di tutto il mondo e come tali devono essere affrontate e condivise a livello globale.
Quali esperienze i paesi industrializzati possono trasferire ai paesi emergenti perchè lo Sviluppo Sostenibile sia coerente con il loro processo di crescita economica invocata dalle forze sociali delle periferie del mondo? A questi interrogativi vuole rispondere il convegno annuale della Fondazione Italcementi intitolata al cav Carlo Pesenti.
1 dicembre 2007 - ore 10.00 Bergamo, Centro Congressi, Viale Papa Giovanni XXIII, 124
Interverrano Giovanni Giavazzi (presidente Fondazione Italcementi), il premio Nobel Al Gore (in video), l'economista Joseph Stiglitz, Taotao Chen (Centre for China in the world economy) . Tito Boeri, Carlo Pesenti.
Thursday, November 22, 2007
ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI L'A.I.A. CHE VERRA'
mercoledì, 21 novembre 2007
ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI L'A.I.A. CHE VERRA'
ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE L'A.I.A. MONCA
ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
Servizio a 7,40
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
21 novembre 2007
Assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia Conferenza Servizi nell'ambito Autorizzazione Integrata Ambientale, richiesta dalla Italcementi di Isola delle Femmine
Il mancato invito della soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali alla Conferenza di Servizi pregiudica la legittimità stessa della Conferenza, ciò in considerazione del fatto che l'intero paese di Isola delle Femmine è sotto tutela paesaggistica.
E' forte la preoccupazione delle associazioni ambientaliste che non vengano rispettate tutte le norme Comunitarie Nazionali e Regionali che disciplinano la materia AMBIENTE, AUTORIZZAZIONE, PARTECIPAZIONE E SALUTE.
In considerazione di quanto di sta profilando il movimento ambientaliste si è attivato con interrogazioni esposti e denunce alle autorità competenti, tra cui L'assessore Territorio e Ambiente Regione Sicilia Rosanna Interlandi
DIRETTIVA 96/61/CE DEL CONSIGLIO del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
.......
8. considerando che lo scopo di un approccio integrato della riduzione dell'inquinamento è la prevenzione delle emissioni nell'aria, nell'acqua e nel terreno, tenendo conto della gestione dei rifiuti ogniqualvolta possibile e, altrimenti, la loro riduzione al minimo per raggiungere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso;
Articolo 8
Decisioni
Fatti salvi altri requisiti prescritti da disposizioni nazionali o comunitarie, l'autorità competente rilascia un'autorizzazione contenente condizioni che garantiscano la conformità dell'impianto ai requisiti previsti dalla presente direttiva oppure nega l'autorizzazione in caso di non conformità.
Ogni autorizzazione concessa o modificata deve includere le modalità previste per la protezione di aria, acqua e terreno di cui alla presente direttiva.
http://eur-lex.europa.eu/smartapi/cgi/sga_doc?smartapi!celexapi!prod!CELEXnumdoc&lg=it&numdoc=31996L0061&model=guichett
La comunità Europea con una sua direttiva 92/42/95 ha individuato tre siti S.I.C. (Siti di Importanza Comunitaria) Raffo Rosso, Valle Sagana, Monte Cuccio.
Entro questa area considerata ad Alta Protezione Ambientale la Italcementi svolge attività estrattiva. L’ Alta Protezione Ambientale comporta salvaguardia e conservazione dei siti S.I.C., che molto probabilmente viene messa in discussione con la presenza della Italcementi con la sua attività estrattiva. La conferenza di servizi che si svolgerà il giorno 21 novembre dovrà tener conto della incidenza ambientale esercitata dalla attività estrattiva.
Inoltre nelle adiacenze dei S.I.C.(ITA020023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana - Torretta, Isola delle Femmine,Palermo, Capaci, Carini, Monreale,Giardinello, Montelepre) si trova un deposito a cielo aperto per lo stoccaggio di pet-coke della Italcementi.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/aree%20protette/2005/sicilia%20da%2021feb2005.htm
http://www.isolapulita.it
IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA A CONOSCENZA DI QUANTO SOTTO RIPORTATO E IN CONSIDERAZIONE DEI PERSONAGGI COINVOLTI NON PUO' CHE ESSERE FERMAMENTE PREOCCUPATO CIRCA IL LIVELLO DI OBIETTIVITA' CHE LA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE RICHIESTA DALLA ITALCEMENTI POTRA' AVERE.
NEI PROSSIMI GIORNI IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SI ATTIVERA' NELLE SEDI OPPORTUNE PER RICHIEDERE IL RIESAME DI TUTTI GLI ATTI SIN QUI PRODOTTI. ALLE AUTORITA' PREPOSTE SARANNO ALTRESI' RICHIESTE LA GARANZIE E CONTROLLI SULLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE.
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Dopo l’intervento di qualche giorno fa della Magistratura che ha posto i sigilli all’area di costruzione del mega inceneritore previsto a Bellolampo, un’altra bufera si abbatte sull’Amministrazione Regionale.
Questa volta si tratta di una mega “bufala” che, tuttavia, sembrerebbe avere anche i connotati di una mega truffa : si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.
Ma vediamo di che si tratta.
Il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale. Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.
I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale “lavoro” hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori. Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale “copiato” dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.
Per quanto riguarda le aggravanti, a parte l’operato disdicevole ed aprofessionale dei redattori, che si sono appropriati di un lavoro intellettuale altrui, resta innanzitutto grave il discredito dell’immagine istituzionale subito dall’Amministrazione Regionale, in primis nei confronti della Regione Veneto e poi da tutto il resto. Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se solo si considera che il manipolo degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato a copiare un Piano che proprio per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo tempo una bocciatura da parte dell’Unione Europea. Insomma, si trattava di un assemblaggio di ipotesi, intenti e di previsioni piuttosto che di un Piano di programmazione e di pianificazione d’interventi concreti basato su descrittori essenziali e sperimentali, primo tra tutti l’inventario delle emissioni.
La trasposizione è stata così “fedele” e “letterale” rispetto all’originale da generare ridicole quanto inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia.
Si citano, ad esempio : il “noto” sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc.
Gli improvvidi redattori non hanno neppure tenuto conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano la Sicilia si trova “trasformata” in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale.
Ovviamente, non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti. A dire il vero, tuttavia, i redattori, in uno slancio di “trasparenza”, alla fine del paragrafo 1.6 hanno finanche lasciato il link originale da cui hanno attinto a pieno “copia e incolla” : http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Per quanto riguarda gli aspetti prettamente istituzionali, la situazione appare oltremodo grave. Si è in presenza di atto di programmazione fasullo e inapplicabile, organizzato ai danni dell’Amministrazione, dell’ambiente e dei cittadini, dai possibili risvolti truffaldini specie nel caso in cui tramite lo stesso si fossero programmati interventi finanziari o, caso ancor più grave, fossero già attivati interventi finanziari.
Per quanto sinteticamente esposto si ritiene che vi sia la necessità dell’immediato ritiro del Piano, dell’accertamento delle responsabilità della sua redazione ed organizzazione, di provvedimenti nei confronti di quanti hanno operato fraudolentemente ai danni dell’Amministrazione e dei cittadini siciliani, nonché la verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse derivare.
nota: se il link sopra non dovrebbe aprirsi per un problema di reindirizzamento del broswer cliccate qui:
http://www.serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Il Codacons all’attacco
Inquinamento ambientale. Presentata una denuncia alla Procura per omicidio colposo
Ha detto no al pet coke schierandosi con gli ambientalisti nel 2002 quando la Raffineria di Gela rischiava per chiudere perchè la magistratura sequestrò il pet coke, combatte oggi per l’uso di un combustibile diverso dal pet: ma il Codacons, la più importante associazione italiana a tutela dei consumatori, ritiene anche che per i danni prodotti alla salute dei cittadini con l’insorgenza di tumori e malformazioni, l’unica via oggi percorribile sia quella giudiziaria e della denuncia.
E come aveva annunciato il 18 febbraio, durante la manifestazione anti pet coke organizzata da Raffaele Lombardo, il Condacons Sicilia ha ora depositato una denuncia alla Procura della Repubblica preso il tribunale di Gela contro i vertici della Raffineria accusati di omicidio colposo.
«Questa ipotesi di imputazione – scrive in un comunicato il Codacons - punta a fare chiarezza sui troppi casi di tumori e malformazioni neonatali che si sono verificati nel territorio interessato dalle esalazioni del petrolchimico ».
«Il comportamento dei legali rappresentanti e dei soggetti preposti al controllo degli impianti dovrebbe integrare quanto meno l’ipotesi delittuosa configurata dagli art. 589 del codice penale, ovvero l’omicidio colposo, o dell’articolo 590 sempre del codice penale, che contempla il reato di lesione colposa», si legge ancora nella nota diffusa dal Codacons.
Il Codacons chiede inoltre che tra le responsabilità da accertare ci sono i comportamenti e la violazione di tutte le leggi di salvaguardia ambientale e di tutela dell’atmosfera, fra le quali la legge n. 82 del 6.maggio del 2002 che impone disposizioni urgenti per l’individuazione della disciplina relativa all’utilizzazione del pet coke negli impianti di combustione (nel caso specifico nella centrale termoelettrica) per ottenere energia.
«Le gravi malformazioni dei bambini di Gela - ha dichiarato il segretario
nazionale del Codacons Francesco Tanasi - meritano un severo approfondimento e l’unica via da percorrere appare sino a questo momento quella giudiziaria. I fatti, peraltro ampiamente riportati dalla stampa in varie occasioni dimostrano che tutta la cittadinanza locale ha subito gravi pregiudizi morali e danni alla salute oltre che,naturalmente, conseguenze economiche».
In caso di avvio di procedimento penale il Codacons ha fatto sapere che si costituirà parte civile per rappresentare i consumatori.
http://www.codacons.it/articolo.asp?id=40302
ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI L'A.I.A. CHE VERRA'
ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE L'A.I.A. MONCA
ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
Servizio a 7,40
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
21 novembre 2007
Assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia Conferenza Servizi nell'ambito Autorizzazione Integrata Ambientale, richiesta dalla Italcementi di Isola delle Femmine
Il mancato invito della soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali alla Conferenza di Servizi pregiudica la legittimità stessa della Conferenza, ciò in considerazione del fatto che l'intero paese di Isola delle Femmine è sotto tutela paesaggistica.
E' forte la preoccupazione delle associazioni ambientaliste che non vengano rispettate tutte le norme Comunitarie Nazionali e Regionali che disciplinano la materia AMBIENTE, AUTORIZZAZIONE, PARTECIPAZIONE E SALUTE.
In considerazione di quanto di sta profilando il movimento ambientaliste si è attivato con interrogazioni esposti e denunce alle autorità competenti, tra cui L'assessore Territorio e Ambiente Regione Sicilia Rosanna Interlandi
DIRETTIVA 96/61/CE DEL CONSIGLIO del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
.......
8. considerando che lo scopo di un approccio integrato della riduzione dell'inquinamento è la prevenzione delle emissioni nell'aria, nell'acqua e nel terreno, tenendo conto della gestione dei rifiuti ogniqualvolta possibile e, altrimenti, la loro riduzione al minimo per raggiungere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso;
Articolo 8
Decisioni
Fatti salvi altri requisiti prescritti da disposizioni nazionali o comunitarie, l'autorità competente rilascia un'autorizzazione contenente condizioni che garantiscano la conformità dell'impianto ai requisiti previsti dalla presente direttiva oppure nega l'autorizzazione in caso di non conformità.
Ogni autorizzazione concessa o modificata deve includere le modalità previste per la protezione di aria, acqua e terreno di cui alla presente direttiva.
http://eur-lex.europa.eu/smartapi/cgi/sga_doc?smartapi!celexapi!prod!CELEXnumdoc&lg=it&numdoc=31996L0061&model=guichett
La comunità Europea con una sua direttiva 92/42/95 ha individuato tre siti S.I.C. (Siti di Importanza Comunitaria) Raffo Rosso, Valle Sagana, Monte Cuccio.
Entro questa area considerata ad Alta Protezione Ambientale la Italcementi svolge attività estrattiva. L’ Alta Protezione Ambientale comporta salvaguardia e conservazione dei siti S.I.C., che molto probabilmente viene messa in discussione con la presenza della Italcementi con la sua attività estrattiva. La conferenza di servizi che si svolgerà il giorno 21 novembre dovrà tener conto della incidenza ambientale esercitata dalla attività estrattiva.
Inoltre nelle adiacenze dei S.I.C.(ITA020023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana - Torretta, Isola delle Femmine,Palermo, Capaci, Carini, Monreale,Giardinello, Montelepre) si trova un deposito a cielo aperto per lo stoccaggio di pet-coke della Italcementi.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/aree%20protette/2005/sicilia%20da%2021feb2005.htm
http://www.isolapulita.it
IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA A CONOSCENZA DI QUANTO SOTTO RIPORTATO E IN CONSIDERAZIONE DEI PERSONAGGI COINVOLTI NON PUO' CHE ESSERE FERMAMENTE PREOCCUPATO CIRCA IL LIVELLO DI OBIETTIVITA' CHE LA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE RICHIESTA DALLA ITALCEMENTI POTRA' AVERE.
NEI PROSSIMI GIORNI IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SI ATTIVERA' NELLE SEDI OPPORTUNE PER RICHIEDERE IL RIESAME DI TUTTI GLI ATTI SIN QUI PRODOTTI. ALLE AUTORITA' PREPOSTE SARANNO ALTRESI' RICHIESTE LA GARANZIE E CONTROLLI SULLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE.
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Dopo l’intervento di qualche giorno fa della Magistratura che ha posto i sigilli all’area di costruzione del mega inceneritore previsto a Bellolampo, un’altra bufera si abbatte sull’Amministrazione Regionale.
Questa volta si tratta di una mega “bufala” che, tuttavia, sembrerebbe avere anche i connotati di una mega truffa : si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.
Ma vediamo di che si tratta.
Il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale. Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.
I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale “lavoro” hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori. Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale “copiato” dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.
Per quanto riguarda le aggravanti, a parte l’operato disdicevole ed aprofessionale dei redattori, che si sono appropriati di un lavoro intellettuale altrui, resta innanzitutto grave il discredito dell’immagine istituzionale subito dall’Amministrazione Regionale, in primis nei confronti della Regione Veneto e poi da tutto il resto. Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se solo si considera che il manipolo degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato a copiare un Piano che proprio per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo tempo una bocciatura da parte dell’Unione Europea. Insomma, si trattava di un assemblaggio di ipotesi, intenti e di previsioni piuttosto che di un Piano di programmazione e di pianificazione d’interventi concreti basato su descrittori essenziali e sperimentali, primo tra tutti l’inventario delle emissioni.
La trasposizione è stata così “fedele” e “letterale” rispetto all’originale da generare ridicole quanto inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia.
Si citano, ad esempio : il “noto” sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc.
Gli improvvidi redattori non hanno neppure tenuto conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano la Sicilia si trova “trasformata” in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale.
Ovviamente, non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti. A dire il vero, tuttavia, i redattori, in uno slancio di “trasparenza”, alla fine del paragrafo 1.6 hanno finanche lasciato il link originale da cui hanno attinto a pieno “copia e incolla” : http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Per quanto riguarda gli aspetti prettamente istituzionali, la situazione appare oltremodo grave. Si è in presenza di atto di programmazione fasullo e inapplicabile, organizzato ai danni dell’Amministrazione, dell’ambiente e dei cittadini, dai possibili risvolti truffaldini specie nel caso in cui tramite lo stesso si fossero programmati interventi finanziari o, caso ancor più grave, fossero già attivati interventi finanziari.
Per quanto sinteticamente esposto si ritiene che vi sia la necessità dell’immediato ritiro del Piano, dell’accertamento delle responsabilità della sua redazione ed organizzazione, di provvedimenti nei confronti di quanti hanno operato fraudolentemente ai danni dell’Amministrazione e dei cittadini siciliani, nonché la verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse derivare.
nota: se il link sopra non dovrebbe aprirsi per un problema di reindirizzamento del broswer cliccate qui:
http://www.serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Il Codacons all’attacco
Inquinamento ambientale. Presentata una denuncia alla Procura per omicidio colposo
Ha detto no al pet coke schierandosi con gli ambientalisti nel 2002 quando la Raffineria di Gela rischiava per chiudere perchè la magistratura sequestrò il pet coke, combatte oggi per l’uso di un combustibile diverso dal pet: ma il Codacons, la più importante associazione italiana a tutela dei consumatori, ritiene anche che per i danni prodotti alla salute dei cittadini con l’insorgenza di tumori e malformazioni, l’unica via oggi percorribile sia quella giudiziaria e della denuncia.
E come aveva annunciato il 18 febbraio, durante la manifestazione anti pet coke organizzata da Raffaele Lombardo, il Condacons Sicilia ha ora depositato una denuncia alla Procura della Repubblica preso il tribunale di Gela contro i vertici della Raffineria accusati di omicidio colposo.
«Questa ipotesi di imputazione – scrive in un comunicato il Codacons - punta a fare chiarezza sui troppi casi di tumori e malformazioni neonatali che si sono verificati nel territorio interessato dalle esalazioni del petrolchimico ».
«Il comportamento dei legali rappresentanti e dei soggetti preposti al controllo degli impianti dovrebbe integrare quanto meno l’ipotesi delittuosa configurata dagli art. 589 del codice penale, ovvero l’omicidio colposo, o dell’articolo 590 sempre del codice penale, che contempla il reato di lesione colposa», si legge ancora nella nota diffusa dal Codacons.
Il Codacons chiede inoltre che tra le responsabilità da accertare ci sono i comportamenti e la violazione di tutte le leggi di salvaguardia ambientale e di tutela dell’atmosfera, fra le quali la legge n. 82 del 6.maggio del 2002 che impone disposizioni urgenti per l’individuazione della disciplina relativa all’utilizzazione del pet coke negli impianti di combustione (nel caso specifico nella centrale termoelettrica) per ottenere energia.
«Le gravi malformazioni dei bambini di Gela - ha dichiarato il segretario
nazionale del Codacons Francesco Tanasi - meritano un severo approfondimento e l’unica via da percorrere appare sino a questo momento quella giudiziaria. I fatti, peraltro ampiamente riportati dalla stampa in varie occasioni dimostrano che tutta la cittadinanza locale ha subito gravi pregiudizi morali e danni alla salute oltre che,naturalmente, conseguenze economiche».
In caso di avvio di procedimento penale il Codacons ha fatto sapere che si costituirà parte civile per rappresentare i consumatori.
http://www.codacons.it/articolo.asp?id=40302
Resta alta la concentrazione di PM10 nell’area meratese.
Resta alta la concentrazione di PM10
nell’area meratese. Il livello medio è più del
doppio rispetto a quello di Lecco
Immagine
Sembra sortire i primi effetti benefici il blocco dei veicoli euro0 ed 1 imposto dalla regione nel meratese. Rispetto allo scorso anno, la media di concentrazione di PM10 analizzato dalle centraline nei primi 20 giorni di novembre è più bassa di oltre 13 punti: da 65.85 a 52.3 µg/mc, restando comunque sopra il livello di guardia di 50 µg/mc. Tra l’1 e il 20 novembre, il limite è stato superato per ben 12 giorni, arrivando ad un picco di 108 µg/mc registrati proprio martedì 20. I giorni “più puliti”, durante questo mese, sono stati invece sabato 10 e lunedì 12 novembre, con una concentrazione di 13 µg/mc. Nel 2006, la soglia limite era stata superata 13 giorni, con una punta massima registrata di 140 µg/mc e un minimo di 11 µg/mc.
pm10
Tab. 1: i livelli di PM10 nei primi 20 giorni di novembre nel 2007 e nel 2006
Ma il tasso di inquinamento nel nostro territorio continua a destare preoccupazione: la concentrazione media di PM10 è infatti più del doppio rispetto a quella di Lecco, che si è attestata, tra l’1 e il 20 di questo mese, su 26.4 µg/mc. Meglio di noi anche Valmadrera, con un livello medio di 31 µg/mc. Non solo: nel capoluogo di provincia la soglia limite è stata superata solo due volte, l’8 novembre proprio con 50 e il 20 con 57 µg/mc, mentre a Valmadrera solo ieri si è sorpassato il livello di guardia con una concentrazione di 67 µg/mc.
Basta osservare il grafico per notare come il PM10 a Merate abbia una concentrazione di gran lunga più alta rispetto a Lecco e Valmadrera.
pm10
Tab. 2: i livelli di PM10 a Merate, Lecco e Valmadrera
Ma anche comparando i dati registrati nella nostra zona con quelli della centralina di Milano – Città Studi, il confronto non è per niente rassicurante: la concentrazione media nel capoluogo di regione, nei primi 20 giorni di novembre, è di 55.25 µg/mc, solo tre punti in più rispetto a Merate. Addirittura, se si confronta il numero di giorni in cui la soglia limite è stata superata, a Milano questo si è verificato solo 10 giorni su 20, contro i già noti 12 giorni di Merate.
Insomma, nel meratese l’aria che respiriamo è sempre più inquinata e, contrariamente a quanto si possa pensare, ormai a livelli paragonabili alla metropoli.
pm10
Tab. 3: i livelli di PM10 a Merate e Milano – Città Studi
Carola Lascala
nell’area meratese. Il livello medio è più del
doppio rispetto a quello di Lecco
Immagine
Sembra sortire i primi effetti benefici il blocco dei veicoli euro0 ed 1 imposto dalla regione nel meratese. Rispetto allo scorso anno, la media di concentrazione di PM10 analizzato dalle centraline nei primi 20 giorni di novembre è più bassa di oltre 13 punti: da 65.85 a 52.3 µg/mc, restando comunque sopra il livello di guardia di 50 µg/mc. Tra l’1 e il 20 novembre, il limite è stato superato per ben 12 giorni, arrivando ad un picco di 108 µg/mc registrati proprio martedì 20. I giorni “più puliti”, durante questo mese, sono stati invece sabato 10 e lunedì 12 novembre, con una concentrazione di 13 µg/mc. Nel 2006, la soglia limite era stata superata 13 giorni, con una punta massima registrata di 140 µg/mc e un minimo di 11 µg/mc.
pm10
Tab. 1: i livelli di PM10 nei primi 20 giorni di novembre nel 2007 e nel 2006
Ma il tasso di inquinamento nel nostro territorio continua a destare preoccupazione: la concentrazione media di PM10 è infatti più del doppio rispetto a quella di Lecco, che si è attestata, tra l’1 e il 20 di questo mese, su 26.4 µg/mc. Meglio di noi anche Valmadrera, con un livello medio di 31 µg/mc. Non solo: nel capoluogo di provincia la soglia limite è stata superata solo due volte, l’8 novembre proprio con 50 e il 20 con 57 µg/mc, mentre a Valmadrera solo ieri si è sorpassato il livello di guardia con una concentrazione di 67 µg/mc.
Basta osservare il grafico per notare come il PM10 a Merate abbia una concentrazione di gran lunga più alta rispetto a Lecco e Valmadrera.
pm10
Tab. 2: i livelli di PM10 a Merate, Lecco e Valmadrera
Ma anche comparando i dati registrati nella nostra zona con quelli della centralina di Milano – Città Studi, il confronto non è per niente rassicurante: la concentrazione media nel capoluogo di regione, nei primi 20 giorni di novembre, è di 55.25 µg/mc, solo tre punti in più rispetto a Merate. Addirittura, se si confronta il numero di giorni in cui la soglia limite è stata superata, a Milano questo si è verificato solo 10 giorni su 20, contro i già noti 12 giorni di Merate.
Insomma, nel meratese l’aria che respiriamo è sempre più inquinata e, contrariamente a quanto si possa pensare, ormai a livelli paragonabili alla metropoli.
pm10
Tab. 3: i livelli di PM10 a Merate e Milano – Città Studi
Carola Lascala
Calusco: in Consiglio il recesso dagli enti per la Pace

Calusco: in Consiglio il recesso dagli enti per la Pace
Calusco non farà più parte degli Enti Locali per la Pace: è questa una delle novità introdotte dall`amministrazione comunale capitanata da Roberto Colleoni.
Il recesso di adesione ai Coordinamenti Nazionale e Regionale degli Enti Locali per la Pace è infatti uno dei punti salienti del prossimo Consiglio Comunale di Calusco d`Adda, convocato per le ore 21.00 del prossimo 26 novembre.
Non si fermano, però, qui le novità che verranno discusse in sala consiliare: la modifica del Regolamento Edilizio Comunale, ad esempio, sopprimerà, con questo Consiglio Comunale, la Commissione Edilizia per lasciar spazio alla nuova Commissione Tecnica Unica del Paesaggio, dell`Edilizia e dell`Urbanistica.
Numerose, poi, le interrogazioni proposte dai consiglieri di minoranza che vedranno accendersi un dibattito decisamente interessante per tutti i cittadini caluschesi.
Giorgio Moranda
Di seguito l`Ordine del Giorno completo del Consiglio Comunale del 26 novembre 2007:
1. Approvazione dei verbali del C.C. dell’1.10.2007.
2. Risposta ad interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Sig. Andrea Colleoni del Gruppo Lineacomune riguardante il punto prelievi.
3. Risposta ad interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Sig. Andrea Colleoni del Gruppo Lineacomune riguardante la qualità dell’aria.
4. Risposta ad interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Sig.ra Michela Viscardi del Gruppo Lineacomune riguardante la riapertura dello spazio Informagiovani.
5. Ratifica deliberazione della G.C. n.175 del 12.10.2007 avente per oggetto: “Variazione di bilancio”.
6. Variazione di assestamento generale di bilancio per l’esercizio 2007.
7. Comunicazione prelievo fondo riserva.
8. Approvazione convenzione servizio di tesoreria comunale anni 2008-2012.
9. Approvazione convenzione per la gestione del servizio di ragioneria.
10. Approvazione definitiva della modifica al Titolo II del Regolamento Edilizio Comunale inerente la soppressione della Commissione Edilizia Comunale ed istituzione della Commissione Tecnica Unica del Paesaggio, dell’Edilizia e dell’Urbanistica.
11. Esame ed approvazione Regolamento comunale per l’acquisizione in economia lavori, servizi e forniture.
12. Recesso adesione Coordinamento Provinciale Bergamasco Enti Locali per la Pace.
13. Recesso adesione Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace.
Wednesday, November 21, 2007
Torna l'allarme per l'aria inquinata
Torna l'allarme per l'aria inquinata
Bergamo: Pm10 al doppio del limite
Torna l'allarme per la qualità dell'aria. Se nei giorni passati il vento aveva spazzato gli inquinanti, ora le centraline sono tornate a segnalare valori superiori a quello limite in particolare per le polveri sottili. Bergamo, Filago, Lallio, Osio Sotto, Treviglio e Calusco registrano infatti concentrazioni di Pm10 ben superiori al limite di 50 microgrammi per metro cubo. Con il primato a Bergamo Meucci, che si attesta a 106. Probabilmente sarà la pioggia, prevista per le prossime ore, a pulire l'aria.
Se Bergamo Meucci supera del doppio il valore limite di Pm10, appena di poco inferiore è Osio Sotto, a quota 93 microgrammi per metro cubo. Treviglio e Calusco rincorrono, rispettivamente con 88 e 87, poi viene Lallio con 79 e infine Filago Centro, con 67.
(20/11/2007)
Bergamo: Pm10 al doppio del limite
Torna l'allarme per la qualità dell'aria. Se nei giorni passati il vento aveva spazzato gli inquinanti, ora le centraline sono tornate a segnalare valori superiori a quello limite in particolare per le polveri sottili. Bergamo, Filago, Lallio, Osio Sotto, Treviglio e Calusco registrano infatti concentrazioni di Pm10 ben superiori al limite di 50 microgrammi per metro cubo. Con il primato a Bergamo Meucci, che si attesta a 106. Probabilmente sarà la pioggia, prevista per le prossime ore, a pulire l'aria.
Se Bergamo Meucci supera del doppio il valore limite di Pm10, appena di poco inferiore è Osio Sotto, a quota 93 microgrammi per metro cubo. Treviglio e Calusco rincorrono, rispettivamente con 88 e 87, poi viene Lallio con 79 e infine Filago Centro, con 67.
(20/11/2007)
Tuesday, November 20, 2007
Una raffica di downgrade sul gruppo Italcementi
Una raffica di downgrade sul gruppo Italcementi
Raffica di downgrade su Italcementi. In seguito alla pubblicazione dei conti dell’ultimo trimestre e all’outlook, il produttore di cemento è stato infatti preso di mira da diverse case d’affari che hanno rivisto al ribasso le loro pervisioni.
In particolare, Credit suisse si attende un calo dell'ebitda 2007 dell'1,7% e una più limitata crescita nel 2008 a causa degli alti costi dell'energia e delle "difficoltà strutturali a trasferire tali costi ai clienti". Il broker ha confermato il giudizio neutrale e abbassato a 18 euro il target price da 21 euro. Neutrali anche gli analisti di Jp Morgan che hanno rivisto al ribasso le previsioni sulla società (eps 2007 da 1,61 a 1,54 euro e 2008 da 1,66 a 1,58 euro) per tenere conto della revisione delle stime di valore della controllata Ciment Francais. Gli analisti temono anche che si stia deteriorando l'outlook della società in Italia. Il target di prezzo è stato portato da 22,4 a 21,5 euro per le azioni ordinarie e da 16 a 15,4 euro per le risparmio.
Sulla stessa linea Lehman Brothers (equalweight e tp da 22,5 a 17 euro) per l’outlook peggiore delle attese sui principali mercati di riferimento.
La società ha archiviato il periodo gennaiosettembre con un utile netto di 465,8 milioni (11,2%), in seguito a maggiori oneri finanziari e fiscali. Al mercato, inoltre, non è piaciuto l'annuncio che per il 2007 si prevedono risultati operativi leggermente inferiori rispetto a quelli molto positivi del 2006.
(sar. poz.)
Raffica di downgrade su Italcementi. In seguito alla pubblicazione dei conti dell’ultimo trimestre e all’outlook, il produttore di cemento è stato infatti preso di mira da diverse case d’affari che hanno rivisto al ribasso le loro pervisioni.
In particolare, Credit suisse si attende un calo dell'ebitda 2007 dell'1,7% e una più limitata crescita nel 2008 a causa degli alti costi dell'energia e delle "difficoltà strutturali a trasferire tali costi ai clienti". Il broker ha confermato il giudizio neutrale e abbassato a 18 euro il target price da 21 euro. Neutrali anche gli analisti di Jp Morgan che hanno rivisto al ribasso le previsioni sulla società (eps 2007 da 1,61 a 1,54 euro e 2008 da 1,66 a 1,58 euro) per tenere conto della revisione delle stime di valore della controllata Ciment Francais. Gli analisti temono anche che si stia deteriorando l'outlook della società in Italia. Il target di prezzo è stato portato da 22,4 a 21,5 euro per le azioni ordinarie e da 16 a 15,4 euro per le risparmio.
Sulla stessa linea Lehman Brothers (equalweight e tp da 22,5 a 17 euro) per l’outlook peggiore delle attese sui principali mercati di riferimento.
La società ha archiviato il periodo gennaiosettembre con un utile netto di 465,8 milioni (11,2%), in seguito a maggiori oneri finanziari e fiscali. Al mercato, inoltre, non è piaciuto l'annuncio che per il 2007 si prevedono risultati operativi leggermente inferiori rispetto a quelli molto positivi del 2006.
(sar. poz.)
Monday, November 19, 2007
Cave. Lettera aperta all'assessore regionale Pagnoncelli
Ambiente
19/11/2007 Cave. Lettera aperta all'assessore regionale Pagnoncelli
Autore: pierangelo manzoni
Lettera aperta all'assessore regionale Pagnoncelli e ai membri della Commissione VI regione Lombardia.
Egregio Assessore,
avrei pensato che le motivazioni della sua richiesta di rimandare al vaglio della commissione regionale il piano cave non fossero quella di timori di eventuali ricorsi al TAR ma, per esempio, per le sorprendenti, immotivate, pesanti modifiche apportate dalla stessa commissione sui volumi e sulle prescrizioni riferite all’ambito territoriale estrattivo che insiste sui comuni di Solza, Medolago e Calusco. Mi risulta incomprensibile come di nuovo, perché non è la prima volta, la regione stravolga il piano predisposto dalla provincia con modifiche a senso unico. Per chi non ne è a conoscenza il dispositivo proposto prevede un aumento di almeno 500.000 mc (se non di 1.000.000 mc), toglie precise disposizioni sulle modalità di recupero ambientale, rimuove il termine temporale indicato nel 2010 per il recupero e restituzione finale delle aree e infine elimina le prescrizioni in merito alla cessione di tutte le aree da parte delle ditte ai Comuni, in riferimento al patto unilaterale d’obbligo sottoscritto nel 2003.
A questo proposito lei saprà che i cavatori hanno disatteso gli accordi e per questo i tre comuni hanno dovuto procedere con il ricorso avanti il TAR di Brescia, nonché alla trascrizione della domanda di trasferimento ai comuni della nuda proprietà di tutti i mappali del polo ex Bp8g.
Credo che lei, come chiunque di noi, se da privato si trovasse di fronte a qualcuno che non ha rispettato un contratto o non abbia ottemperato a qualche obbligo nei suoi confronti, prima di affidargli un ulteriore incarico o un altro lavoro pretenderebbe il rispetto di quanto concordato e dovuto precedentemente.
Dicevo prima che non è la prima volta, anzi sembra una prassi consolidata, che la regione stravolga il piano presentato dalla provincia. Significa che tecnici e/o amministratori di quest’ultima quantomeno non conoscono bene il loro territorio e, alla faccia del tanto declamato federalismo, debba intervenire l’ente centrale? Direi proprio di no, anzi al contrario visto che anni fa, in un’occasione simile, la regione aveva apportato delle modifiche così incoerenti che il TAR al quale il nostro comune si era rivolto, aveva dato torto alla regione. Purtroppo in quel caso la sentenza del tribunale è giunta qualche anno dopo, il danno era ormai fatto … passata la festa, gabbato lo santo.
Lasciate ai comuni la sola parte di controllo, e può immaginare come nel cogliere più volte i cavatori intenti a escavazione di quantitativi non autorizzati salga il senso di ingiustizia e di impotenza. Lasciate agli amministratori comunali l’onore di rispondere ai cittadini di decisioni con pesanti ricadute sul nostro territorio assunte da voi, visi e nomi per la stragrande maggioranza sconosciuta ai nostri cittadini. Potrà convenire che riesca estremamente difficile spiegare perché per un cittadino è proibito raccogliere asparagi nell’area Parco Adda mentre i cavatori con gli asparagi si portano via, per sempre, milioni di metri cubi di territorio. Certo c’è bisogno di sabbia, ma chi l’ha mai negata? È da quando ero bambino che vedo i camion pieni che risalgono dall’Adda, è da ormai più di 30 anni, al mio primo impegno in attività politiche che mi ritrovo come primo, grande e impattante problema dei nostri paesi rivieraschi l’escavazione e la devastazione del territorio lungo questo fiume.
Ma come lei ben sa qui c’è un accordo di programma sottoscritto dalla stessa Regione Lombardia che nel momento in cui è chiamata ad applicarlo, nell’ambito della programmazione territoriale di propria competenze, quale è lo strumento del piano cave, in pratica lo disattende.
Questo venir meno delle istituzioni agli impegni sottoscritti è ciò che fa più rabbia e lascia veramente sfiduciati.
Se queste decisioni, queste scelte reiterate ci appaiono così immotivate e incomprensibili può immaginare come diventi facile per il sottoscritto e per molti altri cittadini, essere indotti a pensar male. Probabilmente sbagliamo, ma di certo fate ben poco per farci cambiare idea.
Cordiali Saluti.
Pierangelo Manzoni
Cittadino di Solza (BG)
19/11/2007 Cave. Lettera aperta all'assessore regionale Pagnoncelli
Autore: pierangelo manzoni
Lettera aperta all'assessore regionale Pagnoncelli e ai membri della Commissione VI regione Lombardia.
Egregio Assessore,
avrei pensato che le motivazioni della sua richiesta di rimandare al vaglio della commissione regionale il piano cave non fossero quella di timori di eventuali ricorsi al TAR ma, per esempio, per le sorprendenti, immotivate, pesanti modifiche apportate dalla stessa commissione sui volumi e sulle prescrizioni riferite all’ambito territoriale estrattivo che insiste sui comuni di Solza, Medolago e Calusco. Mi risulta incomprensibile come di nuovo, perché non è la prima volta, la regione stravolga il piano predisposto dalla provincia con modifiche a senso unico. Per chi non ne è a conoscenza il dispositivo proposto prevede un aumento di almeno 500.000 mc (se non di 1.000.000 mc), toglie precise disposizioni sulle modalità di recupero ambientale, rimuove il termine temporale indicato nel 2010 per il recupero e restituzione finale delle aree e infine elimina le prescrizioni in merito alla cessione di tutte le aree da parte delle ditte ai Comuni, in riferimento al patto unilaterale d’obbligo sottoscritto nel 2003.
A questo proposito lei saprà che i cavatori hanno disatteso gli accordi e per questo i tre comuni hanno dovuto procedere con il ricorso avanti il TAR di Brescia, nonché alla trascrizione della domanda di trasferimento ai comuni della nuda proprietà di tutti i mappali del polo ex Bp8g.
Credo che lei, come chiunque di noi, se da privato si trovasse di fronte a qualcuno che non ha rispettato un contratto o non abbia ottemperato a qualche obbligo nei suoi confronti, prima di affidargli un ulteriore incarico o un altro lavoro pretenderebbe il rispetto di quanto concordato e dovuto precedentemente.
Dicevo prima che non è la prima volta, anzi sembra una prassi consolidata, che la regione stravolga il piano presentato dalla provincia. Significa che tecnici e/o amministratori di quest’ultima quantomeno non conoscono bene il loro territorio e, alla faccia del tanto declamato federalismo, debba intervenire l’ente centrale? Direi proprio di no, anzi al contrario visto che anni fa, in un’occasione simile, la regione aveva apportato delle modifiche così incoerenti che il TAR al quale il nostro comune si era rivolto, aveva dato torto alla regione. Purtroppo in quel caso la sentenza del tribunale è giunta qualche anno dopo, il danno era ormai fatto … passata la festa, gabbato lo santo.
Lasciate ai comuni la sola parte di controllo, e può immaginare come nel cogliere più volte i cavatori intenti a escavazione di quantitativi non autorizzati salga il senso di ingiustizia e di impotenza. Lasciate agli amministratori comunali l’onore di rispondere ai cittadini di decisioni con pesanti ricadute sul nostro territorio assunte da voi, visi e nomi per la stragrande maggioranza sconosciuta ai nostri cittadini. Potrà convenire che riesca estremamente difficile spiegare perché per un cittadino è proibito raccogliere asparagi nell’area Parco Adda mentre i cavatori con gli asparagi si portano via, per sempre, milioni di metri cubi di territorio. Certo c’è bisogno di sabbia, ma chi l’ha mai negata? È da quando ero bambino che vedo i camion pieni che risalgono dall’Adda, è da ormai più di 30 anni, al mio primo impegno in attività politiche che mi ritrovo come primo, grande e impattante problema dei nostri paesi rivieraschi l’escavazione e la devastazione del territorio lungo questo fiume.
Ma come lei ben sa qui c’è un accordo di programma sottoscritto dalla stessa Regione Lombardia che nel momento in cui è chiamata ad applicarlo, nell’ambito della programmazione territoriale di propria competenze, quale è lo strumento del piano cave, in pratica lo disattende.
Questo venir meno delle istituzioni agli impegni sottoscritti è ciò che fa più rabbia e lascia veramente sfiduciati.
Se queste decisioni, queste scelte reiterate ci appaiono così immotivate e incomprensibili può immaginare come diventi facile per il sottoscritto e per molti altri cittadini, essere indotti a pensar male. Probabilmente sbagliamo, ma di certo fate ben poco per farci cambiare idea.
Cordiali Saluti.
Pierangelo Manzoni
Cittadino di Solza (BG)
Sunday, November 18, 2007
Provincia e Italcementi insieme per lo sviluppo dei percorsi ciclabili
Enti Locali
16/11/2007 - 16.23
Bergamo - Provincia e Italcementi insieme per lo sviluppo dei percorsi ciclabili =
La presentazione del progetto è avvenuta oggi in Provincia
Oggi, 16 dicembre, nella Sala Consiglio della Provincia è stato presentato un progetto di mappatura delle piste ciclabili della provincia di Bergamo, realizzato da 14 giovani quadri aziendali Italcementi nell'ambito di un corso di formazione. In questa occasione la multinazionale bergamasca ha annunciato che metterà a disposizione della Provincia un km di pista ciclabile, che verrà fatta con materiali innovativi a Fara Gera d'Adda.
Durante l'incontro in Provincia si è parlato della promozione della mobilità sostenibile e dello sviluppo della ciclabilità. Si sono confrontati interessi, sensibilità e iniziative espressi sia dall'Ente pubblico e sia da una grande realtà imprenditoriale importante del territorio bergamasco quale l'Italcementi.
Il gruppo dei 14 quadri aziendali è stato impegnato per quattro giorni a mappare tre percorsi ciclabili della pianura allo scopo di favorire lo sviluppo della mobilità dolce e valorizzare le risorse territoriali e il patrimonio locale. Attraverso mappe dettagliate e GPS, i partecipanti hanno raccolto informazioni e identificato i punti di interesse storici e naturalistici lungo i tre percorsi, raccogliendo materiale che poi è stato organizzato attraverso appositi software e sarà presto disponibile per la mobilità locale e per i turisti. Uno dei percorsi ha risalito l'argine dell'Adda, gli altri due hanno invece esplorato la zona a sud di Bergamo, tra Treviglio, Ghisalba e Caravaggio. Tutto quanto è stato elaborato è già a disposizione su un sito internet www.bike-bergamo.it e sarà on line da stasera, 16 novembre (segue).
16/11/2007 - 16.23
Bergamo - Provincia e Italcementi insieme per lo sviluppo dei percorsi ciclabili =
La presentazione del progetto è avvenuta oggi in Provincia
Oggi, 16 dicembre, nella Sala Consiglio della Provincia è stato presentato un progetto di mappatura delle piste ciclabili della provincia di Bergamo, realizzato da 14 giovani quadri aziendali Italcementi nell'ambito di un corso di formazione. In questa occasione la multinazionale bergamasca ha annunciato che metterà a disposizione della Provincia un km di pista ciclabile, che verrà fatta con materiali innovativi a Fara Gera d'Adda.
Durante l'incontro in Provincia si è parlato della promozione della mobilità sostenibile e dello sviluppo della ciclabilità. Si sono confrontati interessi, sensibilità e iniziative espressi sia dall'Ente pubblico e sia da una grande realtà imprenditoriale importante del territorio bergamasco quale l'Italcementi.
Il gruppo dei 14 quadri aziendali è stato impegnato per quattro giorni a mappare tre percorsi ciclabili della pianura allo scopo di favorire lo sviluppo della mobilità dolce e valorizzare le risorse territoriali e il patrimonio locale. Attraverso mappe dettagliate e GPS, i partecipanti hanno raccolto informazioni e identificato i punti di interesse storici e naturalistici lungo i tre percorsi, raccogliendo materiale che poi è stato organizzato attraverso appositi software e sarà presto disponibile per la mobilità locale e per i turisti. Uno dei percorsi ha risalito l'argine dell'Adda, gli altri due hanno invece esplorato la zona a sud di Bergamo, tra Treviglio, Ghisalba e Caravaggio. Tutto quanto è stato elaborato è già a disposizione su un sito internet www.bike-bergamo.it e sarà on line da stasera, 16 novembre (segue).
Friday, November 16, 2007
Anche l'Italia ha la sua «class action»
Finanziaria, Approvato per un voto l'emendamento. Antonione sbaglia e scoppia in lacrime
Anche l'Italia ha la sua «class action»Via libera a cause collettive risarcitorie contro le società. Confindustria dura: «E' un atto ostile e rozzo»
SONDAGGIO
Il Senato ha votato sì alla "class action". Pensate che la nuova normativa sarà efficace in Italia?
VOTARISULTATI
ROMA - Arriva anche in Italia la class action, cioè la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Il Senato ha infatti approvato (158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti) l'emendamento alla Finanziaria proposto dai senatori Manzione e Bordon (Unione democratica), che introduce la «disciplina dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori». Le nuove misure entreranno in vigore trasmessi sei mesi dall'approvazione della legge Finanziaria. Anche se risulta davvero singolare che questa svolta storica nei rapporti fra co0nsumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell'ersito della votazione si è messo a piangere in aula.
«CONFINDUSTRIA: GRAVI RISCHI» - Che si tratti di un cambiamento di non poco conto lo si capisce dalla reazione immediata di Confindustria. «È un atto di grave di ostilità all'impresa - sostiene - costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi».
Il cartellone di Erin Brockovich, con Julia Roberts: il film più famoso su una «class action» americana.
AZIONE COLLETTIVA -Ma come funziona la «class action»? La possibilità di «azioni risarcitorie collettive» non è prevista nel nostro ordinamento, mentre lo strumento è molto diffuso in altri Paesi d'Europa e negli Stati Uniti. La class action è uno strumento processuale che consente a una pluralità di soggetti che intendano far valere un diritto - siano essi consumatori o utenti di un certo servizio - di adire l’autorità giudiziaria con un’unica causa i cui esiti si riflettano su tutta la categoria. La norma approvata dal Senato prevede l'ampliamento della platea dei soggetti che possono avviare l'azione, rispetto alle 16 associazioni del Consiglio nazionale consumatori e utenti che ne avevano facoltà secondo il ddl Bersani, attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera. L’obiettivo è quello di non privare della possibilità di agire per azioni risarcitorie agli altri soggetti portatori di interessi collettivi. Le ulteriori associazioni legittimate ad agire saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, sentite le competenti commissioni parlamentari.
TUTELA DELL'AMBIENTE - La class action era attesa già nella precedente legislatura perché il disegno di legge fu approvato dalla Camera dei deputati il 21 luglio 2004. A quell'approvazione non seguì però quella del Senato. E il provvedimento è rimasto in sospeso. Tra le grandi battaglie vinte in altri Paesi attraverso le class action ci sono, per esempio, le grandi cause contro le multinazionali del tabacco o quella contro la Pacific and Gas Company che contaminò le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti, per la quale venne ottenuto un cospicuo risarcimento. «I diritti dei consumatori saranno sempre più intrecciati alla salute pubblica, alla sicurezza e all'ambiente», ha sottolineato Legambiente.
L'ERRORE E LE LACRIME - L'emendamento sarebbe passato per un voto sbagliato del senatore di FI, Roberto Antonione. Un errore che ha salvato la maggioranza a Palazzo Madama. Antonione, secondo quanto risulta dai tabulati, ha votato per errore con l'Unione a favore dell'emendamento: la norma è passato con 158 voti a favore. Sempre secondo i tabulati, erano presenti in aula ma non hanno votato, i senatori Dini, Barbieri, Turigliatto e Saporito. Si sono astenuti invece Giulio Andreotti e Ferdinando Rossi. L'astensione in Senato equivale a voto contrario. «Eravamo pari - ha detto lasciando l'aula il senatore forzista Maurizio Sacconi - senza quel voto la maggioranza avrebbe avuto un numero in meno e noi uno in più e sarebbe cambiato tutto». «Sarebbe successa l'ira di Dio», ha chiosato il senatore di FI Gaetano Quagliariello. Subito dopo Antonione è scoppiato in lacrime, consolato dai colleghi del suo gruppo. Lapidario il leghista Roberto Calderoli: «Hanno vinto per un ennesimo colpo del fattore c...».
Anche l'Italia ha la sua «class action»Via libera a cause collettive risarcitorie contro le società. Confindustria dura: «E' un atto ostile e rozzo»
SONDAGGIO
Il Senato ha votato sì alla "class action". Pensate che la nuova normativa sarà efficace in Italia?
VOTARISULTATI
ROMA - Arriva anche in Italia la class action, cioè la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Il Senato ha infatti approvato (158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti) l'emendamento alla Finanziaria proposto dai senatori Manzione e Bordon (Unione democratica), che introduce la «disciplina dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori». Le nuove misure entreranno in vigore trasmessi sei mesi dall'approvazione della legge Finanziaria. Anche se risulta davvero singolare che questa svolta storica nei rapporti fra co0nsumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell'ersito della votazione si è messo a piangere in aula.
«CONFINDUSTRIA: GRAVI RISCHI» - Che si tratti di un cambiamento di non poco conto lo si capisce dalla reazione immediata di Confindustria. «È un atto di grave di ostilità all'impresa - sostiene - costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi».
Il cartellone di Erin Brockovich, con Julia Roberts: il film più famoso su una «class action» americana.
AZIONE COLLETTIVA -Ma come funziona la «class action»? La possibilità di «azioni risarcitorie collettive» non è prevista nel nostro ordinamento, mentre lo strumento è molto diffuso in altri Paesi d'Europa e negli Stati Uniti. La class action è uno strumento processuale che consente a una pluralità di soggetti che intendano far valere un diritto - siano essi consumatori o utenti di un certo servizio - di adire l’autorità giudiziaria con un’unica causa i cui esiti si riflettano su tutta la categoria. La norma approvata dal Senato prevede l'ampliamento della platea dei soggetti che possono avviare l'azione, rispetto alle 16 associazioni del Consiglio nazionale consumatori e utenti che ne avevano facoltà secondo il ddl Bersani, attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera. L’obiettivo è quello di non privare della possibilità di agire per azioni risarcitorie agli altri soggetti portatori di interessi collettivi. Le ulteriori associazioni legittimate ad agire saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, sentite le competenti commissioni parlamentari.
TUTELA DELL'AMBIENTE - La class action era attesa già nella precedente legislatura perché il disegno di legge fu approvato dalla Camera dei deputati il 21 luglio 2004. A quell'approvazione non seguì però quella del Senato. E il provvedimento è rimasto in sospeso. Tra le grandi battaglie vinte in altri Paesi attraverso le class action ci sono, per esempio, le grandi cause contro le multinazionali del tabacco o quella contro la Pacific and Gas Company che contaminò le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti, per la quale venne ottenuto un cospicuo risarcimento. «I diritti dei consumatori saranno sempre più intrecciati alla salute pubblica, alla sicurezza e all'ambiente», ha sottolineato Legambiente.
L'ERRORE E LE LACRIME - L'emendamento sarebbe passato per un voto sbagliato del senatore di FI, Roberto Antonione. Un errore che ha salvato la maggioranza a Palazzo Madama. Antonione, secondo quanto risulta dai tabulati, ha votato per errore con l'Unione a favore dell'emendamento: la norma è passato con 158 voti a favore. Sempre secondo i tabulati, erano presenti in aula ma non hanno votato, i senatori Dini, Barbieri, Turigliatto e Saporito. Si sono astenuti invece Giulio Andreotti e Ferdinando Rossi. L'astensione in Senato equivale a voto contrario. «Eravamo pari - ha detto lasciando l'aula il senatore forzista Maurizio Sacconi - senza quel voto la maggioranza avrebbe avuto un numero in meno e noi uno in più e sarebbe cambiato tutto». «Sarebbe successa l'ira di Dio», ha chiosato il senatore di FI Gaetano Quagliariello. Subito dopo Antonione è scoppiato in lacrime, consolato dai colleghi del suo gruppo. Lapidario il leghista Roberto Calderoli: «Hanno vinto per un ennesimo colpo del fattore c...».
L'ambiente passa in secondo piano: l'Amministrazione Comunale scettica su Agenda 21
L'ambiente passa in secondo piano: l'Amministrazione Comunale scettica su Agenda 21
Di Andrea Colleoni, Consigliere Comunale di minoranza
Nel consiglio del 17/9/2007 è stata data risposta ad una mia interrogazione riguardante il futuro di Agenda 21 e il rilancio di nuove iniziative.
Prima di illustrare la risposta del nostro Sindaco è meglio far chiarezza su cosa sia Agenda 21 e quale importante ruolo riveste.
L'Agenda 21 è un documento che contiene gli impegni (in campo ambientale, economico, sociale) che una comunità si assume per il 21° secolo, ma è soprattutto un percorso di lavoro.
Calusco aderisce ad Agenda 21 Locale dell' Isola Bergamasca e Dalmine/Zingonia dove tra l'altro è anche rappresentata da un consigliere di amministrazione (prima era Lino Corti, ora sostituito da Roberto Locatelli) e vi fa parte fin dal 2001.
Attraverso Agenda 21 sono stati elaborati diversi progetti di intervento per i singoli comuni; relativamente a Calusco quasi tutti gli obiettivi sono stati raggiunti:
Avvio tavolo di concertazione sugli interventi da realizzare per il miglioramento ambientale dell'azienda Italcementi;
Progetto pilota volto a preservare e valorizzare la massa boschiva del monte Canto attraverso lo studio di una micro filiera del legno - che ha portato alla realizzazione di una caldaia a biomassa per il teleriscaldamento delle scuole;
Azioni di sensibilizzazione, di incentivazione e di ricerca sulle energie rinnovabili in campo edilizio e dei trasporti;
Linee guida per la promozione di modelli insediativi sostenibili ed introduzione di parametri negli strumenti amministrativi.
L'unico progetto previsto che si trova ancora in fase di realizzazione riguarda la rinaturalizzazione del bacino idrografico del Re Grandone. Completato quello non significa aver raggiunto una gestione "sostenibile", ma è necessario lo studio ed il rilancio di nuove iniziative per proseguire nella giusta direzione.
Specificato ciò, passiamo alla risposta del nostro Sindaco:
Il Sindaco e la nuova amministrazione ha scoperto l'esistenza di Agenda 21 grazie alla mia interrogazione;
Agenda 21 è una cosa interessante.
Fin qui tutto bene, ma poi, prosegue il Sindaco (sempre il Sindaco, perché l'assessore all'ambiente, che dovrebbe essere il naturale relatore per questi temi, non pronuncia una parola), ammette di non aver ancora preso una decisione sul continuare a far parte di Agenda 21 in quanto, a fianco di iniziative "interessanti" ci sono contenuti scontati e banali….del resto, parole sue, "nessuno vuole inquinare o buttare le cartacce a terra, queste sono cose ovvie".
Duole prendere atto di un sostanziale passaggio in secondo piano delle questioni ambientali che erano state al centro, insieme alla "persona" dell'attività dei precedenti amministratori; duole vedere come ci sia scetticismo nelle opere realizzate (che altre amministrazioni ci invidiano come pannelli solari, caldaia a biomasse etc etc) e duole sentire un atteggiamento di sufficienza riguardo questioni ambientali ben più complesse del non buttare cartacce a terra.
Ricordiamoci che Calusco si trova in un territorio fortemente antropizzato, con ampia diffusione di attività produttive e situazioni pregresse che hanno lasciato il segno. Il recupero dei danni passati e il rilancio di azioni in direzione della "sostenibilità ambientale" non significa fermare il progresso e tornare indietro, ma significa invece cercare di procedere ad un ritmo e con delle modalità sostenibili per l'ambiente che ci ospita.
A tal proposito, in territorio fortemente interconnesso come l'alta pianura lombarda, è necessario che le azioni siano coordinate a livello sovracomunale e non limitate alle iniziative dei singoli. Queste, benché meritevoli, spesso richiedono sforzi maggiori e portano a risultati limitati. D'altra parte l'aria che respiriamo o l'acqua dei fiumi non si adeguano ai confini comunali ma preferiscono muoversi entrando ed uscendo dalle linee di confine, mescolando i problemi generati da altri con quelli generati da noi ed esportandoli di nuovo. Da qui l'importanza estrema di un coordinamento e quindi di continuare non solo a far parte di Agenda 21 locale, ma di essere parte attiva e propositiva (come è stato fino ad oggi) continuando un opera che non può avere colore politico.
Per approfondire la conoscenza di Agenda 21 locale:
http://www.a21isoladalminezingonia.bg.it/
Di Andrea Colleoni, Consigliere Comunale di minoranza
Nel consiglio del 17/9/2007 è stata data risposta ad una mia interrogazione riguardante il futuro di Agenda 21 e il rilancio di nuove iniziative.
Prima di illustrare la risposta del nostro Sindaco è meglio far chiarezza su cosa sia Agenda 21 e quale importante ruolo riveste.
L'Agenda 21 è un documento che contiene gli impegni (in campo ambientale, economico, sociale) che una comunità si assume per il 21° secolo, ma è soprattutto un percorso di lavoro.
Calusco aderisce ad Agenda 21 Locale dell' Isola Bergamasca e Dalmine/Zingonia dove tra l'altro è anche rappresentata da un consigliere di amministrazione (prima era Lino Corti, ora sostituito da Roberto Locatelli) e vi fa parte fin dal 2001.
Attraverso Agenda 21 sono stati elaborati diversi progetti di intervento per i singoli comuni; relativamente a Calusco quasi tutti gli obiettivi sono stati raggiunti:
Avvio tavolo di concertazione sugli interventi da realizzare per il miglioramento ambientale dell'azienda Italcementi;
Progetto pilota volto a preservare e valorizzare la massa boschiva del monte Canto attraverso lo studio di una micro filiera del legno - che ha portato alla realizzazione di una caldaia a biomassa per il teleriscaldamento delle scuole;
Azioni di sensibilizzazione, di incentivazione e di ricerca sulle energie rinnovabili in campo edilizio e dei trasporti;
Linee guida per la promozione di modelli insediativi sostenibili ed introduzione di parametri negli strumenti amministrativi.
L'unico progetto previsto che si trova ancora in fase di realizzazione riguarda la rinaturalizzazione del bacino idrografico del Re Grandone. Completato quello non significa aver raggiunto una gestione "sostenibile", ma è necessario lo studio ed il rilancio di nuove iniziative per proseguire nella giusta direzione.
Specificato ciò, passiamo alla risposta del nostro Sindaco:
Il Sindaco e la nuova amministrazione ha scoperto l'esistenza di Agenda 21 grazie alla mia interrogazione;
Agenda 21 è una cosa interessante.
Fin qui tutto bene, ma poi, prosegue il Sindaco (sempre il Sindaco, perché l'assessore all'ambiente, che dovrebbe essere il naturale relatore per questi temi, non pronuncia una parola), ammette di non aver ancora preso una decisione sul continuare a far parte di Agenda 21 in quanto, a fianco di iniziative "interessanti" ci sono contenuti scontati e banali….del resto, parole sue, "nessuno vuole inquinare o buttare le cartacce a terra, queste sono cose ovvie".
Duole prendere atto di un sostanziale passaggio in secondo piano delle questioni ambientali che erano state al centro, insieme alla "persona" dell'attività dei precedenti amministratori; duole vedere come ci sia scetticismo nelle opere realizzate (che altre amministrazioni ci invidiano come pannelli solari, caldaia a biomasse etc etc) e duole sentire un atteggiamento di sufficienza riguardo questioni ambientali ben più complesse del non buttare cartacce a terra.
Ricordiamoci che Calusco si trova in un territorio fortemente antropizzato, con ampia diffusione di attività produttive e situazioni pregresse che hanno lasciato il segno. Il recupero dei danni passati e il rilancio di azioni in direzione della "sostenibilità ambientale" non significa fermare il progresso e tornare indietro, ma significa invece cercare di procedere ad un ritmo e con delle modalità sostenibili per l'ambiente che ci ospita.
A tal proposito, in territorio fortemente interconnesso come l'alta pianura lombarda, è necessario che le azioni siano coordinate a livello sovracomunale e non limitate alle iniziative dei singoli. Queste, benché meritevoli, spesso richiedono sforzi maggiori e portano a risultati limitati. D'altra parte l'aria che respiriamo o l'acqua dei fiumi non si adeguano ai confini comunali ma preferiscono muoversi entrando ed uscendo dalle linee di confine, mescolando i problemi generati da altri con quelli generati da noi ed esportandoli di nuovo. Da qui l'importanza estrema di un coordinamento e quindi di continuare non solo a far parte di Agenda 21 locale, ma di essere parte attiva e propositiva (come è stato fino ad oggi) continuando un opera che non può avere colore politico.
Per approfondire la conoscenza di Agenda 21 locale:
http://www.a21isoladalminezingonia.bg.it/
Thursday, November 15, 2007
Calusco: l’etica dell’asfalto
Calusco: l’etica dell’asfalto
Di Vercingetorix
Una necessaria lunga premessa. Normalmente i corrispondenti dei giornali locali sono “governativi”, cioè solitamente scrivono delle iniziative che fa l’amministrazione comunale. E solitamente il corrispondente locale non si mette a polemizzare con la giunta in carica, prima perché certi giornali sono ecumenici e non vogliono sollevare discussioni, ma raccontare che tutto è bello e buono (tranne incidenti, fatti di sangue, arresti, la cronaca nera insomma), anche perché se fa questa cosa l’amministrazione non gli passa le informazioni richieste (le passa all’altro collaboratore più allineato) e lui resta senza lavoro. Sicché per la maggioranza dei comuni bergamaschi i giornali locali hanno uno o più corrispondenti - che vengono talvolta contattati da sindaco o assessori - ai quali viene data (in alcuni casi dettata) l’informazione. Il collaboratore la riporta così come gli è stata dettata con gli appositi virgolettati, e certo non si prende la briga di andare a fondo della notizia (perché costa del tempo, e lo pagano già poco) e perché magari potrebbe scoprire che la stessa notizia non è proprio così come comunicata dell’amministrazione. Il bravo collaboratore però partecipa anche ai consigli comunali e riferisce eventualmente anche le tesi della minoranza (tranne evidentemente in quei comuni dove la minoranza non c’è e quando c’è sta zitta).
Le cose si complicano al cambio di amministrazione. Perché il corrispondente nel corso di un mandato finisce per stabilire rapporti privilegiati con una certa amministrazione, rapporti che restano anche quando questa viene sostituita da un’altra amministrazione di schieramento opposto. E in questo caso succede che il corrispondente riesce a dare maggiore visibilità alla minoranza che non alla maggioranza.
Come succede nel caso del Giornale di Merate (e non solo) riguardo all’attuale amministrazione di Calusco. L’amminstrazione guidata da Roberto Colleoni da poco in carica mostra l’inesperienza in molte cose e soprattutto nel modo di gestire la comunicazione. Ora può darsi che questa amminstrazione si ispiri ai valori cristiani e ha adottato il motto “porgi l’altra guancia”, ma non si può arrivare a fare da punching ball. Soprattutto per una vicenda assolutamente risibile e pretestuosa. La vicenda, che di seguito narriamo (come vicenda in sè), a noi puzza un pochino di diffamazione (ledere la reputazione altrui) e calunnia (accusare uno sapendolo innocente). Ci si augura che gli attuali amministratori si diano una svegliata e tirino fuori gli attributi se non vogliono rimediare altre magre figure.
La faccenda paradossale dell’asfalto
Ieri sul Giornale di Merate appare un articolo intitolato “L’assessore si fa asfaltare la via di casa?" Cominciamo appunto dal titolo messo così si sta insinuando che l’assessore (Massimo Cocchi in questo caso, raffigurato con fotografia, cosa che serve a sottolineare il suo coinvolgimento in senso negativo) si stia asfaltando la strada per arrivare solo a casa sua. Ma non è proprio così. La minoranza accusa l’assessore Cocchi di avere asfaltato la via Asiago dove abita. Però evidenzia che questo intervento era già stato programmato dalla precedente amministrazione (cioè dall’attuale opposizione). Secondo l’opposizione non è che non si dovesse asfaltare la strada, ma si doveva aspettare. E in ogni caso ciò evidenzia che l’attuale maggioranza “sta vivendo di rendita sui provvedimenti approvati dalla nostra amministrazione”. Cioè mettendo la cosa in un modo che non lascia spazio: se l’hai fatto è stato è per tuo tornaconto, e in ogni caso lo avevamo deciso noi. E allora dov’è la critica? Cosa doveva fare l’attuale amministrazione? Fare revocare un provvedimento di ordinaria manutenzione (adottato dalla precedente amministrazione per di più) e asfaltare tutte le vie evitando però accuratamente quelle in cui abitano il sindaco, gli assessori e i consiglieri della maggioranza? Sarebbe ridicolo. E magari poi l’opposizione avrebbe rinfacciato di non asfaltare la strade.
La perla della vicenda però sta nel seguito “…e voglio ricordare l’atteggiamento opposto del precedente sindaco Rinaldo Colleoni. La strada in cui abitava non versava in buone condizioni, ma non è stata sistemata perché aveva pudore a farlo fare: non voleva che si pensasse a un privilegio. Questo è un atteggiamento etico che non ha riscontro nell’attuale amministrazione”
Ma è roba da matti. Tutta questa vicenda avrebbe potuto avere un senso se sia Cocchi sia Colleoni abitassero in una via che porta solo alla loro abitazione. Ma Cocchi abita in via Asiago, Colleoni in via San Lorenzo (che è una via molto più lunga), strade nelle quali abitano decine di altri cittadini caluschesi. Cioè l’attuale opposizione vorrebbe farci credere che in precedenza Colleoni non ha fatto asfaltare la strada dove abitano decine e decine di suoi concittadini – danneggiandoli di fatto - per una questione etica?
Sul sito di Linea Comune c’è scritto: “Cosa diranno i concittadini che abitano nella stessa via dell'ex sindaco, piena di buche ed insicura, che per una ormai dimenticata forma di pudore lo stesso si è sempre rifiutato di ristrutturare?” La risposta l’attuale minoranza ce l’ha già: si vada a vedere i risultati delle elezioni.
Di Vercingetorix
Una necessaria lunga premessa. Normalmente i corrispondenti dei giornali locali sono “governativi”, cioè solitamente scrivono delle iniziative che fa l’amministrazione comunale. E solitamente il corrispondente locale non si mette a polemizzare con la giunta in carica, prima perché certi giornali sono ecumenici e non vogliono sollevare discussioni, ma raccontare che tutto è bello e buono (tranne incidenti, fatti di sangue, arresti, la cronaca nera insomma), anche perché se fa questa cosa l’amministrazione non gli passa le informazioni richieste (le passa all’altro collaboratore più allineato) e lui resta senza lavoro. Sicché per la maggioranza dei comuni bergamaschi i giornali locali hanno uno o più corrispondenti - che vengono talvolta contattati da sindaco o assessori - ai quali viene data (in alcuni casi dettata) l’informazione. Il collaboratore la riporta così come gli è stata dettata con gli appositi virgolettati, e certo non si prende la briga di andare a fondo della notizia (perché costa del tempo, e lo pagano già poco) e perché magari potrebbe scoprire che la stessa notizia non è proprio così come comunicata dell’amministrazione. Il bravo collaboratore però partecipa anche ai consigli comunali e riferisce eventualmente anche le tesi della minoranza (tranne evidentemente in quei comuni dove la minoranza non c’è e quando c’è sta zitta).
Le cose si complicano al cambio di amministrazione. Perché il corrispondente nel corso di un mandato finisce per stabilire rapporti privilegiati con una certa amministrazione, rapporti che restano anche quando questa viene sostituita da un’altra amministrazione di schieramento opposto. E in questo caso succede che il corrispondente riesce a dare maggiore visibilità alla minoranza che non alla maggioranza.
Come succede nel caso del Giornale di Merate (e non solo) riguardo all’attuale amministrazione di Calusco. L’amminstrazione guidata da Roberto Colleoni da poco in carica mostra l’inesperienza in molte cose e soprattutto nel modo di gestire la comunicazione. Ora può darsi che questa amminstrazione si ispiri ai valori cristiani e ha adottato il motto “porgi l’altra guancia”, ma non si può arrivare a fare da punching ball. Soprattutto per una vicenda assolutamente risibile e pretestuosa. La vicenda, che di seguito narriamo (come vicenda in sè), a noi puzza un pochino di diffamazione (ledere la reputazione altrui) e calunnia (accusare uno sapendolo innocente). Ci si augura che gli attuali amministratori si diano una svegliata e tirino fuori gli attributi se non vogliono rimediare altre magre figure.
La faccenda paradossale dell’asfalto
Ieri sul Giornale di Merate appare un articolo intitolato “L’assessore si fa asfaltare la via di casa?" Cominciamo appunto dal titolo messo così si sta insinuando che l’assessore (Massimo Cocchi in questo caso, raffigurato con fotografia, cosa che serve a sottolineare il suo coinvolgimento in senso negativo) si stia asfaltando la strada per arrivare solo a casa sua. Ma non è proprio così. La minoranza accusa l’assessore Cocchi di avere asfaltato la via Asiago dove abita. Però evidenzia che questo intervento era già stato programmato dalla precedente amministrazione (cioè dall’attuale opposizione). Secondo l’opposizione non è che non si dovesse asfaltare la strada, ma si doveva aspettare. E in ogni caso ciò evidenzia che l’attuale maggioranza “sta vivendo di rendita sui provvedimenti approvati dalla nostra amministrazione”. Cioè mettendo la cosa in un modo che non lascia spazio: se l’hai fatto è stato è per tuo tornaconto, e in ogni caso lo avevamo deciso noi. E allora dov’è la critica? Cosa doveva fare l’attuale amministrazione? Fare revocare un provvedimento di ordinaria manutenzione (adottato dalla precedente amministrazione per di più) e asfaltare tutte le vie evitando però accuratamente quelle in cui abitano il sindaco, gli assessori e i consiglieri della maggioranza? Sarebbe ridicolo. E magari poi l’opposizione avrebbe rinfacciato di non asfaltare la strade.
La perla della vicenda però sta nel seguito “…e voglio ricordare l’atteggiamento opposto del precedente sindaco Rinaldo Colleoni. La strada in cui abitava non versava in buone condizioni, ma non è stata sistemata perché aveva pudore a farlo fare: non voleva che si pensasse a un privilegio. Questo è un atteggiamento etico che non ha riscontro nell’attuale amministrazione”
Ma è roba da matti. Tutta questa vicenda avrebbe potuto avere un senso se sia Cocchi sia Colleoni abitassero in una via che porta solo alla loro abitazione. Ma Cocchi abita in via Asiago, Colleoni in via San Lorenzo (che è una via molto più lunga), strade nelle quali abitano decine di altri cittadini caluschesi. Cioè l’attuale opposizione vorrebbe farci credere che in precedenza Colleoni non ha fatto asfaltare la strada dove abitano decine e decine di suoi concittadini – danneggiandoli di fatto - per una questione etica?
Sul sito di Linea Comune c’è scritto: “Cosa diranno i concittadini che abitano nella stessa via dell'ex sindaco, piena di buche ed insicura, che per una ormai dimenticata forma di pudore lo stesso si è sempre rifiutato di ristrutturare?” La risposta l’attuale minoranza ce l’ha già: si vada a vedere i risultati delle elezioni.
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