Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Wednesday, April 15, 2015

Italcementi, sen. Arrigoni: ''Il Governo non si esprime. E in silenzio c'è anche il Pd locale''


Italcementi, sen. Arrigoni: ''Il Governo  non si esprime. E in silenzio c'è anche il Pd locale''

Lo scorso febbraio la questione Italcementi, con le richieste dell'azienda alla Provincia di Bergamo e i potenziali rischi per la salute dei cittadini che potrebbero derivare dall'aumento dei rifiuti Css bruciati, è approdata anche in Parlamento grazie all'interrogazione presentata al Governo dal senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni.

A circa due mesi di distanza abbiamo contattato l'ex sindaco di Calolziocorte e senatore per fare il punto della situazione e capire se il Senato si stia confrontando sulla vicenda.

Senatore, due mesi dopo la sua interrogazione al Governo sul cementificio di Calusco e la richiesta di impiego di Css a che punto è la discussione in aula?Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta dal Governo. Potrei dirmi amareggiato, ma la verità è che la cosa non mi sorprende visto il ritardo cronico che contraddistingue in questa legislatura la risposta alle interrogazioni parlamentari. Mi sono ripromesso di far passare ancora qualche giorno prima di sollecitare una risposta all'interrogazione. Per ora la discussione in Senato però è ferma.


Il senatore Paolo Arrigoni
Che opinione si è fatto e qual è la posizione del suo partito sulla richiesta di Italcementi?

La nostra posizione non è contro lo stabilimento, tuttavia teniamo ad evidenziare un problema di carattere generale sui Css (Combustibile solido secondario). Quando nel settembre del 2013 l'allora governo Letta, con una maggioranza sostenuta da Pd e Pdl, avallò l'utilizzo dei Css nei cementifici, come Lega presentammo una mozione, che fu bocciata in aula, perché fossero messe in atto tutte le misure necessarie per la tutela dell'ambiente e della salute umana. 
Ancora nel 2014 abbiamo fatto delle battaglie contro lo "Sblocca Italia" che ha liberalizzato la circolazione dei rifiuti sul territorio nazionale e favorito alcuni impianti produttivi strategici, permettendogli di bruciare come combustibile quei rifiuti che al sud sono diventati un problema irrisolvibile per la politica locale. 
Il Css è sostanzialmente questo, un'invenzione per riqualificare il rifiuto e farlo diventare combustile, così da non renderlo più soggetto a limitazioni territoriali per il suo trasporto. Con la sigla Css materiali poco sicuri possono essere trasportati e bruciati nei nostri inceneritori o nei cementifici senza che sia possibile conoscerne la qualità e la provenienza.
Il decreto Clini del febbraio 2013, che per primo liberalizzò l'utilizzo di questi rifiuti come combustibile alternativo, prevedeva quantomeno un comitato di vigilanza, ma ad oggi ancora non è stato costituito. In qualità membro della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati, ho presentato formale richiesta ai dirigenti dell'Istituto superiore della sanità per sapere se stanno seguendo le esperienze attivate in Italia nella combustione dei Css, ma la risposta è stata negativa. Non si può agire sperando che i Css non provochino danni alla salute e ragionare poi ex post per porre rimedio alla situazione. La questione ambientale ci preoccupa non poco, ma anche la prevaricazione degli ultimi governi rispetto all'autonomia regionale in materia di smaltimento dei rifiuti è un problema rilevante. Detto questo, l'azione che sta svolgendo il territorio meratese con i suoi comitati è utilissima perché non è un no a prescindere, ma chiede precise tutele per l'ambiente e la salute dei cittadini.


Nelle ultime assemblee che si sono svolte sul territorio è stato sottolineato con molta preoccupazione come a norma di legge i cementifici possano emettere nell'aria valori relativi agli ossidi di azoto e alle polveri sottili 6 o 7 volte superiori rispetto ai termovalorizzatori pubblici, ritiene possibile un intervento del legislatore su questo punto?Su questo e su altri punti specifici non sono per nulla ottimista per un'inversione di rotta. La politica del Governo e del Partito Democratico, principale partito di maggioranza negli ultimi 3 anni, in materia ambientale ci fa preoccupare e dovrebbe far preoccupare i territori. Non a caso il Pd locale tace sullo stabilimento di Calusco e sulla vicenda Italcementi, coerentemente con le direttive nazionali.
Matteo Fratangeli

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