Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Tuesday, July 31, 2007

Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia

Eco di Bergamo 30 luglio 07

Sotto il Monte: rifiuti, polemica sindaco-Provincia




È botta e risposta tra il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, e la Provincia di Bergamo. Nel mirino del primo cittadino è finito il Servizio rifiuti di via Tasso, accusato prima di «mancanza di controllo» dell'operato della ditta «Pavia Trasporti Ecologici srl» di via Artigiani dove lo scorso 5 luglio si è sprigionato un incendio di vaste proporzioni, e poi di «eccessiva burocratizzazione nel gestire l'emergenza».
Sebbene le analisi effettuate dall'Arpa ne abbiano rilevato la non pericolosità, al sindaco non va giù che a oltre tre settimane dall'incendio, i rifiuti stazionino ancora sul piazzale della ditta in attesa di smaltimento. «Ci troviamo di fronte a una burocratizzazione dell'emergenza – ha spiegato in Consiglio comunale –. Ho sollecitato la Provincia affinché adottasse misure stringenti per smaltire i rifiuti stoccati, ma sono rimasto inascoltato. Eccessi di burocrazia hanno determinato gravi danni in termini d'impatto ambientale ed elevati oneri per l'intervento durante l'emergenza».
Parole a cui via Tasso ribatte con il responsabile del Servizio rifiuti, Claudio Confalonieri, direttamente chiamato in causa: «Non basta emettere un'ordinanza (il riferimento è a quella di Bolognini datata 9 luglio) per trovarsi l'indomani il piazzale della ditta sgombero da oltre 10.000 metri cubi di rifiuti stoccati. I problemi che lo smaltimento di un così consistente deposito di rifiuti pone, vanno affrontati concretamente. Il cumulo deve essere smaltito in impianti autorizzati che non possono essere identificati se prima non viene analizzato e caratterizzato il rifiuto, mentre le difficoltà per la loro individuazione non sono imputabili al Servizio rifiuti che non ha la bacchetta magica per creare dal nulla nuovi impianti di smaltimento».
La situazione, però, sembra destinata a sbloccarsi: oggi è previsto un sopralluogo all'impianto Asm di Montichiari per dare subito avvio alle operazioni di smaltimento con due carichi giornalieri. Ancora troppo poco per il sindaco, mentre l'assessore provinciale all'Ambiente, Alessandra Salvi, assicura che «nella circostanza si è fatto anche più di quel che si poteva» e che «sono in corso altri contatti per aprire anche un secondo canale di smaltimento».
Ma non è tutto. Nella sua analisi Bolognini parte dall'incendio sprigionatosi nella stessa ditta nel giugno 2005, se pur in forma più contenuta, e sottolinea «una certa assenza da parte di chi aveva istituzionalmente il compito di vigilare sugli impianti dopo aver rilasciato l'autorizzazione». «Noi – ha continuato – siamo sempre stati contrari a una gestione senza regole e controlli, con una tolleranza inaccettabile. Sebbene un sopralluogo di Arpa nel novembre 2006 abbia rilevato la presenza nel capannone di quantitativi di rifiuti superiore a quella autorizzata, la Provincia aveva solo diffidato la ditta dal continuare a operare in difformità da quanto previsto nell'autorizzazione».
«La diffida è il primo provvedimento che possiamo emanare in caso di violazione delle prescrizioni imposte dall'autorizzazione – ribatte Confalonieri –, mentre in caso di nuova inottemperanza si può revocare l'autorizzazione. E noi ora abbiamo già avviato il procedimento di sospensione dell'autorizzazione». Su questo tutti d'accordo «perché – ha concluso Bolognini – quest'Amministrazione pretende garanzie affinché situazioni simili non si ripetano, ma difficilmente l'attività potrà riprendere sul nostro territorio».
Claudia Esposito

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