Giorni dalla firma tra Italcementi ed i Comuni

NON HANNO FIRMATO I SINDACI DI : Paderno d'Adda e Solza . HANNO FIRMATO : Calusco d'Adda, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Parco Adda Nord, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Villa d'Adda, Dopo più di 1.000 giorni dalla firma ,il 4 Maggio 2012 non si hanno notizie sulla ferrovia . Solo ombre su questo accordo fantasma , polvere , puzza, inquinamento . http://calusco.blogspot.it/2012/05/comunicato-stampa-tavolo-italcementi.html

Countdown alla ferrovia

il tempo e' finito del collegamento ferroviario nessuna notizia ,Piu' di 1.000 giorni TRE ANNI e nulla di fatto, meditate .

Saturday, February 28, 2015

''Caso Italcementi'', firmiamo in tanti per salvaguardare salute e territorio

'Caso Italcementi'', firmiamo in tanti per salvaguardare salute e territorio

Goffredo Bursi, Consulente Sistemi
di Gestione Ambientale
Spettabile Redazione,

Sono almeno 7 i cementifici operanti in Lombardia a ciclo completo. Di cui almeno tre operano tra la provincia di Bergamo e Lecco. Poiché il ritardo dell’Italia nella gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU) è storico ed arcinoto, ecco ben due “provvidenziali decreti” del febbraio 2013 (un decreto ministeriale ed uno del presidente della repubblica) a “regolamentare”  l’impiego dei CSS (circa un centinaio di tipologie).

Il fatto è che sull’impiego ed effettiva efficacia del CSS si è scatenata da tempo (e si protrarranno a lungo) tantissime polemiche. 

C'è chi sostiene che bruciare CSS nei cementifici autorizzati comporta un abbattimento delle emissioni di CO2 (anidride carbonica), grazie all’imposizione di limiti di legge più restrittivi. Così si esprimeva il ministro Clini del disastroso governo Monti : "l'impiego del CSS  in sostituzione del petcoke - sottoprodotto della raffinazione del petrolio - abbatte drasticamente le emissioni dai cementifici.  Inoltre, la produzione di CSS  riduce la quantità di rifiuti da conferire in discarica, e di conseguenza può dare un contributo a diminuire l'assedio dei rifiuti nelle regioni  in emergenza ambientale".

Ma c’è un notevole numero di esperti che sostiene proprio il contrario, e cioè che in questo modo si espone la popolazione al rischio di patologie cancerogene, derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, impedendo di fatto anche l'avvio dell'industria del riciclo. Sempre gli esperti sostengono che l’Italia dovrebbe “proiettarsi  maggiormente verso il riciclo e il recupero della materia”.

E  invece si va nella direzione opposta a ciò che dice l'Europa: “Il Parlamento Europeo ci dice che entro il 2020 bisogna smettere di bruciare o sotterrare rifiuti. I rifiuti sono un bene prezioso, vanno differenziati e riciclati…… Non possiamo più permetterci di buttare via niente”. Il punto è che nei cementifici (in genere quelli “vecchi”, non di ultimissima generazione) non ci sono due camere di combustione dei componenti,e il residuo dei rifiuti va a finire nel cemento (capita anche questo, perché all’interno dell’unica camera non si raggiungono temperature oltre i 1400 gradi).  Ciò può significare che questo decreto Clini distribuisce (o può distribuire) i rifiuti all'interno di case, scuole, ospedali, luoghi di lavoro. A molti è noto ciò che è avvenuto a Musestre (TV), ove una cittadina, per un contenzioso legale contro un fornitore e un produttore di cemento, ha fatto eseguire cinque perizie sulla propria abitazione, scoprendo diossina  e metalli pesanti nel materiale da costruzione.

Bruciare CSS, poi, fa male alla salute e all'ambiente, molto più della CO2 che verrebbe risparmiata (la CO2 non è un gas dannoso, come comunemente si pensa; è utilizzata addirittura come un concime naturale, utilizzato ad esempio nelle coltivazioni intensive e protette in alcuni paesi europei; è vero che è una sostanza che partecipa all’effetto serra, ma è anche una sostanza “metabolizzata” dalle piante, che utilizzano il carbonio per la crescita e liberano nuovo ossigeno nell’aria).. . Bruciare CSS significa anche  immissione in atmosfera di diossine, PCB, metalli pesanti e particolato. Per questo il decreto e le dichiarazione del Ministro Clini vanno contro il principio di precauzione della salute. Sarebbe meglio, molto meglio, invece, bloccare tutti i “vecchi”  impianti di combustione dei rifiuti, togliendo loro gli incentivi statali, proprio come si proponeva  nella “Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero”,  per la quale era partita una campagna di raccolta firme.

Ora c’è qui nel meratese una nuova pregevole iniziativa, promossa da “Aria Pulita Centro Adda” – “Rete Rifiuti Zero Lombardia”, che raccoglie firme per dire “basta all’inquinamento”, no alla trasformazione del cementificio Italcementi Spa in una “sorta” di inceneritore, per richiedere una drastica diminuzione delle emissioni inquinanti, no all’uso di CSS quali fanghi industriali – copertoni – plastiche, come combustibili.

Firmiamo semplicemente, firmiamo in tanti, per salvaguardare la salute,…e il territorio…. 

I migliori saluti alla Redazione.

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