
Il presente documento è finalizzato a fornire elementi a sostegno dell’evidenza che l’applicazione del decreto del Ministero dell’Ambiente del 14 febbraio 2013, n. 22 di emanazione del regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), può avere impatti complessivi negativi sull’ambiente e sulla salute umana, soprattutto quando il CSS sia utilizzato negli impianti per la produzione di clinker/cemento, tecnologicamente non adeguati a tale scopo e progettati con altre finalità. I dati di seguito illustrati a sostegno di tale affermazione si basano, in sintesi, sui seguenti elementi principali:
1. L’impiego di CSS nei cementifici in sostituzione di percentuali variabili di combustibili fossili causa produzione ed emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per la salute umana in misura significativamente superiore a quella rilevabile in seguito all’utilizzo di CSS in impianti progettati per questo scopo (gli inceneritori “classici”) e, negli stessi cementifici, in misura maggiore rispetto al solo utilizzo di combustibili fossili. 2. Il decreto citato consente la presenza nel CSS di cloro sino a una quantità pari all’1% s.s.. Questo è in grado di incrementare le emissioni nell’ambiente di diossine, PCB e altri composti tossici clorurati persistenti con conseguenze negative sulla salute umana e in palese violazione della Convenzione di Stoccolma sui POPs. 3. L’utilizzo del CSS nel ciclo di produzione del cemento prevede l’incorporazione delle ceneri tossiche prodotte dalla sua combustione nel cemento/clinker prodotto. Questo causa potenziale rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente e incremento del rischio occupazionale di lavoratori inconsapevolmente esposti a sostanze bio-tossiche a vari livelli
http://www.zerowastelazio.it/1/upload/istanza_per_la_riconsiderazione_delle_conclusioni.pdf
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